Categorie
Oltre la voce

5 cose che avrei voluto sapere sul Canto Jazz

Il repertorio Jazz è senz’altro molto interessante, ma studiarlo da cantante in Italia non è una cosa semplice, perchè non fa parte (al contrario dell’Opera) della nostra cultura musicale. In questo articolo ho raccolto alcune considerazione tratte dalla mia personale esperienza, ho trovato in particolare 5 cose che avrei voluto sapere prima di studiare Canto Jazz.

Il mio studio è stato un continuo ricominciare, in cui ogni volta mi convincevo che fosse la “volta buona”, come se imparare una cosa simile potesse compiersi in “una volta”, in un singolo atto, e puntualmente dopo poche settimane o mesi, per via della strategia di studio sbagliata, ripiombavo nella confusione o nella pigrizia.

Col passare del tempo ho capito che il metodo di studio è la cosa più importante. Per questo ho deciso di scrivere alcuni consigli su come indirizzare il percorso di studi. Se la “Me” di adesso avesse detto alla “Me” di allora tutte queste cose, probabilmente il mio studio sarebbe stato più efficiente e mi avrebbe risparmiato una serie di dubbi e smarrimenti.

1) Studiare canto jazz: la voce prima di tutto

La padronanza dello strumento voce è il primo requisito fondamentale, deve essere preesistente per poter proseguire. L’improvvisazione jazz è una sfida, perché avvicina il cantante a uno strumentista. E proprio come uno strumentista, anche il cantante deve esercitarsi quotidianamente per essere in forma e migliorare la propria tecnica vocale.

2) Ascoltare jazz per imparare a cantare jazz

Altro aspetto fondamentale è l’ascolto continuo e costante dei dischi. L’ascolto dei grandi maestri del jazz è infatti la fonte più ricca di stimoli e di ispirazione. Con youtube o spotiy non c’è limite alle possibilità e dunque non ci sono scuse.

Per questo ti consiglio di consultare questo utile articolo di Leo Ravera:

Come imparare 100 standard jazz

3) Non solo la voce: ear training per migliorare l’orecchio

Per l’aspirante cantante jazz è molto importante sviluppare un buon orecchio, per saper orientarsi sempre meglio tra intervalli grandi e piccoli, scale e arpeggi. Allenare l’orecchio vuol dire imparare sempre meglio a “vedere” i suoni, quasi come fossero i tasti di un pianoforte.

Per questo è importante un allenamento mirato e costante.

E’ sempre il momento giusto per esercitarti e il cantante ha il vantaggio di poterlo fare ovunque e in qualunque momento.

4) Studiare i pattern, ma con criterio

A questo punto possiamo passare allo studio di alcuni patterns, ovvero di frasi tipiche e caratterizzanti di questo stile musicale. La cosa migliore sarebbe individuarli nei dischi e trascriverli direttamente. Trascrivere però è difficile! Esistono dei testi, ma non sono tutti facili da trovare, per questo l’aiuto di un insegnante può essere importante.

5) Non procedere a caso: fai un piano di studi

Quando inizi una sessione di studio decidi in anticipo cosa farai e per quanto tempo, ma ogni tanto concediti uno spazio in cui esplorare liberamente ciò che ti incuriosisce, senza orologio.

Durante questo percorso la guida di un maestro è certamente importante per non perdere mai di vista il tuo obiettivo e studiare evitando di sprecare tempo.

Se hai bisogno di un aiuto nello studio, scrivimi per delle lezioni private (anche su skype) in modo da poterti seguire nell’organizzazione del tuo lavoro.

Scrivi la tua opinione nei commenti e fammi sapere cosa ne pensi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.