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Oltre la voce

Judy Garland, una voce indimenticabile

Il suo vero nome è Francis Ethel Gumm, conosciuta al grande pubblico con il nome Judy Garland, un’artista dalla voce indimenticabile. Cantante, attrice, presentatrice, la sua vita tormentata è stata raccontata da film, riduzioni teatrali, libri.

La piccola Francis inizia a lavorare giovanissima nel mondo dello spettacolo grazie (o potremmo dire “a causa”) della madre, una vera e propria “stage mum”. La madre, infatti, era un ex attrice, che non era mai riuscita a sfondare, aveva riversato le sue ambizioni sulle figlie. Era quindi ossessionata dall’idea del successo delle sue bambine e disposta a tutto per ottenerlo. La piccola Francis, l’ultima di tre sorelle, si scopre con un talento speciale. Una naturale capacità di cantare, per questo raggiungerà un successo stellare che pagherà a caro prezzo.

La particolarità del suo timbro molto caldo, già in giovanissima età, peculiare delle voci di contralto, la rese da subito indimenticabile. Un velo di malinconia pervadeva quella voce, impossibile non lasciarsi emozionare.

Inizia ben presto ad essere circondata da persone che, con lo scopo di sfruttare il suo talento il più possibile, la sottopongono a ritmi di lavoro estenuanti e sono le impongono un attenzione morbosa verso il suo aspetto fisico, che sembre non andare mai bene. Inizia così, suo malgrado, la dipendenza da pillole: pillole per dimagrire, pillole per rimanere sveglia, pillole per dormire … Inutile dire che la cosa oltre che minare la sua salute mentale, intacca anche quella fisica e la porterà ad una morte precoce.

Judy Garland viene ricordata principalmente per il suo ruolo di Dorothy nel musical del 1939 “Il Mago di Oz”. Questo capolavoro, ebbe un successo strepitoso anche grazie alla colonna sonora scritta da Harold Arlen, e la celebre “Somewhere over the Rainbow” che divenne un vero e proprio cavallo di battaglia per la Garland.

Sono molti i brani degni di nota del film, per esempio “If I only had a hart” brano che cantano i tre compagni di Dorothy, il leone, lo spaventapasse e l’uomo di latta, ogni volta riadattato alla storia del singolo personaggio. A riguardo ti consiglio questo articolo di Leo Ravera:

https://www.leoravera.it/jack-haley-if-i-only-had-a-heart/

 

Questo film ebbe un impatto molto forte per la comunità gay dell’epoca, che si identificò con il personaggio di Dorothy e rese Judy una delle più importanti icone gay di tutti i tempi. “Somewhere over the rainbow” divenne un vero e proprio inno e pare che lo stesso Gay Pride abbia avuto origine dopo i moti di Stenewall e che essi fossero legati alla morte prematura della cantante nel 1969.

 

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