Canto lirico e canto moderno, una sola tecnica è possibile?

In questo articolo proverò a rispondere alla domanda: la tecnica del canto lirico e del canto moderno possono convivere? I due approcci allo strumento-voce sono incompatibili oppure è possibile studiare canto lirico e canto jazz allo stesso tempo? Sull’argomento esistono molti pregiudizi e preconcetti, proverò a raccontare la mia esperienza di cantante e la mia opinione.

Cos’è la tecnica per un cantante

Per rispondere a queste domande, prima di tutto dobbiamo restringere il campo e definire cosa intendiamo per tecnica vocale. La tecnica è la capacità di utilizzare lo strumento voce, ovvero di trovare un modo efficace di cantare che abbia come obiettivi:

  • cantare con minimo sforzo e massima resa

  • preservare lo strumento-voce il più possibile. Il cantante deve essere attento a non danneggiare la voce perché è uno strumento insostituibile

  • trovare i mezzi che consentano la massima chiarezza espressiva: pronuncia, intonazione, tempo, espressività

Questi obiettivi primari dovrebbero essere perseguiti da ogni aspirante cantante, a prescindere dal genere musicale che intende studiare ed eseguire. Su questi aspetti la musica moderna/pop/rock forniscono spesso esempi pessimi. A volte si sentono cantanti pop farsi vanto di “avere dato tutto” ed essere rimasti senza voce, oppure li vediamo esternare con smorfie del viso la “sofferenza” dell’atto canoro. Evidentemente questi esempi non vanno imitati, e chi intende studiare canto seriamente deve starne alla larga. La musica moderna ha una parte di spettacolarità che a volte conduce in direzione opposta al gesto tecnico corretto. Questo ha generato molti pregiudizi sul canto, pregiudizi che i cantanti spesso sembrano far di tutto per confermare.

Tuttavia esistono anche in ambito di musica pop, e ancor di più nel jazz, cantanti che hanno un controllo assoluto della tecnica vocale che perseguono i tre obiettivi principali elencati sopra. E’ il caso di Nat King Cole, Sarah Vaughan, Ella Fitzgerald, e molti altri. Così come ci sono cantanti lirici amati per la potenza espressiva anche se non possiedono una tecnica impeccabile: è stato ad esempio il caso di Maria Callas, che tra l’altro è stata anche un personaggio pubblico, amata ed al centro di pettegolezzi e morbose curiosità, proprio come una rock star.

Maria Callas la tecnica del canto lirico
Maria Callas

L’importanza di specializzarsi… al momento giusto

Per un cantante è certamente importante specializzarsi in un singolo ambito musicale, ma non per esigenze tecniche bensì per ragioni stilistiche e approfondimento musicale. Nella fase iniziale dello studio, le due scuole, classica e moderna/jazz, possono coesistere, ed anzi un approccio esplorativo può essere utile per conoscere tanta musica e tanti punti di vista. Certamente chi aspira a eseguire repertori diversi deve avere la sensibilità e l’attenzione di modulare le proprie conoscenze e capacità in modo consapevole, evitando di portare elementi stilistici di un genere musicale in uno del tutto diverso.

La mia esperienza nello studio della tecnica del canto lirico e jazz

Questa riflessione sulla tecnica del canto classico e del canto moderno, nasce dalla mia esperienza personale, infatti quando ho iniziato il mio percorso di studi classici, sono stata molto criticata per la scelta di proseguire anche lo studio e l’esecuzione della musica jazz. Ogni volta in cui mi sono trovata davanti a qualche difficoltà, mi veniva indicata come causa sempre questa mia ambiguità. Col passare degli anni ho capito che questa invece è stata una ricchezza e mi sento di aver vinto la mia sfida.

Per concludere: un buon cantante è tale se sa usare bene la voce, in termini di rapporto sforzo-risultato, espressività e durata nel tempo, a prescindere dal repertorio prediletto. Un approccio aperto a più generi e più scuole può essere interessante ed utile: certamente richiede di moltiplicare gli sforzi e l’impegno, per evitare uno studio superficiale.

Uno studio tecnico ben fatto non porta di per sé alcun problema,  qualunque saranno le nostre scelte future. Questo è il punto di vista che ho utilizzato ed utilizzo nei miei studi, e che propongo anche ai miei allievi di canto. Sperando che ciascuno possa, almeno in una fase iniziale, approfondire più generi musicali, e trovare infine la propria strada con maggiore convinzione e sicurezza.

Anche tu hai studiato canto? Che tipo si studi hai fatto? Raccontami la tua esperienza!

10 risposte a “Canto lirico e canto moderno, una sola tecnica è possibile?”

  1. Grazie Anna per questo bell’articolo. Anche se come sai benissimo non sono un cantante, vedo che, con grande chiarezza, hai centrato un punto importante, direi fondamentale, che riguarda il “metodo”, oggi più che mai abbastanza confuso, diciamo così, da programmi scolastici sempre più “fumosi” e non solo dai programmi scolastici. A presto, Michele

  2. Bell’articolo. L’argomento penso sia uno dei più trattatati e alle volte distorti nel nostro campo.
    Il canto moderno viene troppo spesso affiancato con gli esempi che vediamo in televisione, ed è una delle cose più sbagliate. Moltissimi dei cantanti italiani, definiti i “grandi” in realtà non hanno un minimo di tecnica di base, e hanno subito svariati interventi alle corde vocali già entro i 30 anni. L’essere un bravo cantante è ormai associato nel campo moderno alla quantità di dischi che si è riusciti a vendere, quando in realtà sappiamo bene che a certi livelli le case discografiche investono una quantità tale di denaro da prediligere giovani già conosciuti dal pubblico (talent etc) il tutto per non dover rischiare troppo ed avere un torna conto assicurato. Purtroppo il tutto senza guardare il faccia ai giovani che stanno sfruttando e a cui stanno affrettando molto spesso il percorso, senza dare loro la possibilità di formarsi, ed illudendoli sulle loro capacità. La nostra formazione è frutto di anni studio, ed è una ricerca continua. Dobbiamo essere consapevoli ed utilizzare il cervello in ogni scelta.
    Il mio percorso è stato molto simile al tuo, ho avuto un doppio binario moderno/classico per parecchi anni e questo mi ha portato ad una maggiore consapevolezza del mio strumento proprio perché dovendo noi usare la testa sempre e comunque, sono stata parecchio ad analizzarmi in entrambi i campi. E’ poi giusto ad un certo punto fare una scelta e decidere su quale strada continuare, ma sono però convinta che ci sia un momento in cui queste due strade possano convivere senza ledersi, ma arricchendosi reciprocamente.

    1. I “grandi” non hanno un minimo di tecnica di base….mi pare detta grossa…. Questo appare solo secondo il punto di vista di chi non conosce la tecnica moderna ma solo quella lirica. Ecco perchè gli insegnanti di lirica non potranno mai mettersi “in piazza” ad insegnare Canto moderno. Fanno soltanto grandi danni psicologici e fisici.

      1. Mi spiace ma conoscendo anche la tecnica moderna mi permetto di dire che molti dei definiti “grandi” per la quantità di dischi venduti, invece cantano completamente spoggiati (per dirne una). Fortunatamente poi ce ne sono tanti altri che hanno una tecnica sopraffina.
        Penso invece che i due insegnamenti per un certo periodo viaggino sulla medesima strada.

  3. ciao anna,grazie per questo articolo.
    Lo leggo con parecchio ditardo dalla sua pubblicazione,perché solo adesso che entrerò in conservatorio,mi porgo il problema della scelta tra jazz e lirica,amando il genere jazz.
    Ci sono parecchi pareri discordanti tra loro,c’è chi dice che per la mia età (15 anni) lo studio della lirica mi regalerà un’impostazione universale e corretta,che però mi impedirà di avere lo stesso approccio vocale che ho e che potrei avere in futuro con il jazz.
    Perciò ti chiedo,sarebbe per me, che vorrei diventare una jazzista, un vantaggio iniziare con lo studio della lirica?
    Il mio approccio vocale ne risentirà?

    1. Ciao Rebecca,
      intanto ti ringrazio per aver letto il mio articolo e per avermi scritto.
      Quello che hai mi racconti sembra proprio ciò che è accaduto a me. Anche io infatti, pur volendo diventare una jazzista fin da subito ero interessata anche al canto lirico. Moltissimi mi hanno sconsigliato all’epoca, ma oggi sono certa che si sbagliavano. Infatti ho proseguito con la mia idea, portando a termine il mio percorso di studi in canto lirico e successivamente dedicandomi al jazz. Aver fatto studi classici prima, mi ha reso più facile avvicinarmi alle ardite melodie moderne e decisamente più “pronta” a coglierne la bellezza.
      Lo consiglio caldamente anche a te! Lo studio del canto lirico, oltre a darti padronanza assoluta dello strumento voce, ti darà molto altro: la consapevolezza che la musica è un oceano vastissimo e ricco di soprese. Inoltre è un patrimonio tutto italiano che merita di essere conosciuto, e non ultimo, anche in fatto di didattica ha una tradizione molto antica e interessante. Sei ancora giovanissima e hai tutto il tempo per dedicarti al jazz più avanti.

  4. Buonasera Anna. Ho 40 anni e dopo anni di lezioni di canto moderno che non hanno portato a molto, ho deciso di riprovarci. Viaggio bene solo sulle tonalita’ medio-basse, che rispecchiano il.mio parlato. appena la tonalità si alza, si chiude la gola. La voce non esce e si strozza. Un limite enorme, che mi porto dietro da anni. A me interessa il canto moderno, ma qui credo si tratti proprio di tecnica di base e non so se prendere lezioni di canto lirico sarebbe più indicato. Non posso più sbagliare. Mi dai un consiglio?

    1. Ciao Francesca,
      grazie per aver letto e per aver commentato.
      Il tuo problema è abbastanza comune, e risolvibile. La sensazione di costrizione alla gola durante l’esecuzione degli acuti è un problema che, chi studia canto, prima o dopo deve affrontare.
      Lo studio del canto lirico potrebbe in effetti aiutarti, perchè il problema principale che riscontro di solito con i miei allievi, è il registro misto (se sei un soprano la2-re3 più o meno). Studiare il registro di testa (Mi3-do4) spesso può essere d’aiuto.

      La costrizione che senti è data dalla laringe che, fisiologicamente nelle voci non educate, tende a salire verso l’alto nell’acuto, questo restringe lo spazio di risonanza, tende le corde vocali e produce appunto quella sensazione sgradevole e spesso anche un suono stridente e poco intonato. Nell’escuzione del registro di testa, ovvero dei suoni acuti con impostazione lirica, è più facile abbassare la larige e da lì puoi imparare a controllarla anche nel registro misto in cui dovrebbe mantenere una posizione bassa o neutra.

      Il consiglio pratico che posso darti è di fare attenzione a non alzare il mento quando canti gli acuti e ad aprire la bocca, attenzione inoltre alla respirazione diaframmatica. Queste cose già ti aiuterebbero molto. (Prova a cantare davanti ad uno specchio)

      La cosa veramente importante è un buon insegnante, che sia di canto moderno o di canto lirico poco importa, era questo in fondo, il senso del mio articolo.

      Spero di esserti stata utile
      buono studio

      Anna

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